A Mauro piace correre

5 luglio 2015

Mauro corre la sua prima 100 km e sceglie la gara del passatore. Firenze – Faenza da percorrere sicuramente con i piedi e con le gambe, ma forse soprattutto con la testa e con il cuore.

Mauro è un uomo appassionato, o meglio un uomo razionale appassionato: nella difficile impresa di essere se stessi è riuscito a coniugare due aspetti che suonano come contrapposti per natura. Eppure non è così, non è un ossimoro, è Mauro.

Lo stesso Spinoza, il filoso, cercò di rompere tale schema affermando che comprendere l'umano in tutte le sue articolazioni significa riconoscere che le passioni fanno parte della natura dell'uomo, unità inscindibile di mente e corpo.

Non è sui tempi che ci si vuole soffermare quanto sull'approccio di Mauro alla corsa e, come una metafora, alla vita, dove proprio come nella prima è tutta una questione di equilibrio.

Facile da perdere così come da trovare, Mauro accetta giorno dopo giorno le sfide alle quali ognuno di noi non può sottrarsi e trova nella corsa una valida alleata.

Non sono, però, neanche i motivi per i quali Mauro corre che vogliamo scovare e sottolineare, quanto la sua capacità di dare un senso a quell'amica con la quale i rapporti, a volte, sono un po' difficili da gestire e mantenere. Quell'alleata che in un attimo ti pone con le spalle al muro e ti impone scelte e decisioni scomode, sensazioni spiacevoli, dure da sopportare.

Eppure Mauro ce la fa, gioisce di momenti belli e felici così come supera a testa alta ostacoli impervi.

La sua forza è la capacità di pensare in un'ottica di relazioni e connessioni umane, proprio così, perché Mauro è prima di tutto un essere umano e come tale riconosce nel contributo che gli altri possono dare un valore inestimabile. Si avvale del più grande bene al mondo, la condivisione dei saperi e delle conoscenze.

Così la storia di Mauro, della sua corsa e dei suoi primi 100 km sono una storia da scrivere a più mani che non può esaurirsi in queste poche righe e che merita di essere raccontata a partire da lui, e in seguito da tanti altri, segno che in qualche angolo nascosto c'è ancora chi crede che l'individualismo non è la chiave del successo.

D'altra parte Mauro è anche Passologico.